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Il sopravvissuto

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di Daniela De Filippis

Il sopravvissuto è un romanzo di Antonio Scurati, pubblicato nel 2005 e vincitore della XLIII edizione del premio Campiello. Fin dalla prima pagina l’autore introduce i lettori di fronte al fascino e alla bellezza di un giovane "caro agli dei" (perché gli dei, è bene non dimenticarlo, amano i giovani in odore di morte), Vitaliano Caccia, e del suo professore “giapponese”, Andrea Marescalchi, che come i soldati del Sol Levante che continuarono a combattere anche dopo Hiroshima, non si arrende all'evidenza della disfatta nella guerra della Pubblica Istruzione e nella lotta per l’educazione delle nuove generazioni.

Pluriomicida il primo. Sopravvissuto il secondo.

Il 18 giugno del 2001, la mattina degli orali dell’esame di Stato, Vitaliano Caccia, prossimo ad una seconda bocciatura preannunciata, si presenta nel prefabbricato del liceo scientifico Sarpi di Casalegno, un paese immaginario dell'hinterland Lombardo, e fa strage dell’intera commissione, salvando solo il professore di Storia e Filosofia, Andrea Marescalchi, l’unico professore con il quale sembrava avere un buon rapporto, di maggiore complicità e comprensione. Si dà dunque alla latitanza. Il resto del romanzo è un susseguirsi di ipotesi, dai diversi linguaggi, orientati a trovare risposta ad un’unica domanda: perché?

Vitaliano è uno dei tanti. Un giovane ventenne dall'infanzia turbolenta: genitori separati alla nascita del secondo figlio, indesiderato, madre afflitta ma non sopraffatta, coinvolta in un’oscura relazione con un occultista meglio noto come "il mago dei serpenti", ispirato alle oscure dottrine dello gnosticismo; padre assente. Andrea è uno dei tanti. Un professore "che è con voi ma non tra di voi", che per antica vocazione all'oltranza e inettitudine a godere del vizio si rifiuta di ammettere la sconfitta del servizio della pubblica istruzione, mal pagato, non riconosciuto, osteggiato.

Il sopravvissuto Scurati

Donald W. Winnicott (1984), pediatra e psicoanalista inglese riconduce la tendenza antisociale a una deprivazione nella vita del bambino e dell’adolescente, a una buona esperienza che viene a mancare improvvisamente. Lo psicoanalista e pediatra inglese la distingue dalla privazione, in cui è assente quest’esperienza e che porta in taluni casi a patologie anche più gravi, sul versante psicotico. Negli agiti  antisociali egli prevede una certa dose di speranza, quella che il mondo restituisca ciò che in origine è stato tolto, che ripari al principale atto dannoso.

Il romanzo pone all'attenzione del lettore l’importanza di una buona esperienza di holding, intesa come funzione materna primaria, necessaria allo sviluppo psichico e all'evoluzione della personalità di un bambino. Sensibilità e capacità empatiche della madre o di chi ne svolge una funzione, come il sistema scolastico, permettono al potenziale del bambino prima e dell’adolescente poi di accrescersi e svilupparsi. Il romanzo di Scurati è prezioso nel narrare, senza pretesa di denuncia, la grave situazione di crisi in cui verte il sistema scolastico, la difficoltà dei docenti, nonché l’impossibilità di accogliere e contenere il disagio degli adolescenti, altrimenti vissuti come nemici, potenziali assassini, ladri di una gioventù di cui si ha scarsa memoria. E l’incontro tra un giovane in odore di morte e un contenitore scolastico difficilmente in grado di tenere, contenerne la potenza distruttiva, diventa letale.

A conclusione una certa dose di speranza, con le parole del professor Marescalchi, che non si arrende, ancora una volta, alla disfatta:

Se sono ancora qui non è per una questione personale tra me e lui. Lui è soltanto uno dei tanti. Se sono qui, invece che nel mio letto di morte, è piuttosto per un fatto personale. Lo si deve ad una vita umile, a una sorta di esistenza vegetale che germoglia, cruda e verde tra me e tutti quei ragazzi che mi attendono oltre questa porta scardinata. A loro mi lega il dramma in cui le generazioni degli uomini sono come le foglie. Una nasce mentre l'altra svanisce. E le si offende a volerle chiamare per nome.

 

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